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Speciale di Febbraio: scopri il Pistacchio di Bronte!

1/2/2018

A Febbraio ti invitiamo a scoprire l’Oro Verde siciliano, un prodotto tra i più conosciuti e amati al mondo: il Pistacchio Verde di Bronte DOP.

Una specialità che puoi degustare nelle tre proposte speciali di questo mese.

Come antipasto, il Tortino di Pistacchio Verde di Bronte con Ricotta di Bufala, Mortadella di Prato e Patate.

A seguire, la Pizza con Mozzarella di Bufala, Ricotta di Bufala, Mortadella di Prato e Pistacchio Verde di Bronte.

Per concludere poi con il dolce: la Panna Cotta al Pistacchio Verde di Bronte con Ricciolo di Cioccolato Fondente.

Scopri alcune curiosità su questo tesoro dell’agricoltura siciliana!

Tortino con Pistacchio Verde di Bronte DOP

1. Di monti e vulcani

Il paese di Bronte si trova alle falde dell’Etna e copre un’estensione di oltre 25.000 ettari, tra le più ampie della Provincia di Catania.

È proprio qui che da secoli si coltiva il Pistacchio Verde, grazie alla particolare conformazione del terreno. 

Il territorio di Bronte rientra infatti all’interno di ben due parchi (dell’Etna e dei Monti Nebrodi), con un paesaggio molto vario e suggestivo, tra boschi secolari, coltivazioni agricole e paesaggi lavici: se stai pianificando un viaggio in Sicilia, devi assolutamente inserirlo nel programma!

2. Il diamante verde

La coltivazione del Pistacchio è da sempre connessa alla storia di Bronte, tanto da averle dedicato anche l’inno del paese, U diamanti virdi, del compositore Gianni Belfiore.

Diamanti virdi, diamanti virdi 

diamanti virdi, diamanti virdi. 

S'in paisi 

ca vardannu a muntagna 

poi immaginari 

ca di l'autru latu ci sta u mari, 

Bronte. 

[Diamante verde, diamante verde, diamante verde, diamante verde.

Sei un paese che guardando la montagna puoi immaginare che dall'altro lato c'è il mare, Bronte.]

Se vuoi provare a cimentarti con una prova canora, qui trovi il testo e qui l’audio dell’inno.

Pizza con Pistacchio Verde di Bronte DOP

3. Dalla Siria alla Sicilia

Ma come è arrivato il Pistacchio a Bronte?

La pianta è originaria del bacino del Mediterraneo orientale (Turchia, Siria e Persia) e viene coltivata da millenni, già ai tempi di Babilonesi, Assiri e Greci, che la apprezzavano per le proprietà curative.

Intorno al 20/30 d.C., il governatore romano in Siria, Lucio Vitellio, introdusse per primo la coltivazione del Pistacchio anche qui in Italia, ma è solo intorno al 900 che gli Arabi, dopo aver conquistato l’isola, trovarono alle pendici dell’Etna l’habitat ideale per lo sviluppo delle piante.

Sono quindi più di mille anni che il Pistacchio risiede stabilmente nell’area di Bronte!

4. Per il peso, per il cuore

In tutti questi secoli, molti studi hanno comprovato le proprietà benefiche dei Pistacchi sul controllo del peso e la salute del cuore.

Poveri di sodio e ricchi di vitamine, i Pistacchi danno un apporto energetico molto alto e sono perfetti non solo per gli sportivi, ma anche per mantenere a lungo un senso di sazietà.

Il consumo di Pistacchi aiuta inoltre a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e a mantenere in salute i vasi sanguigni: sono quindi perfetti per una dieta protettiva per il cuore.

Servono altri motivi per invogliarti a gustarli?

5. Il marchio DOP

Il riconoscimento internazionale della qualità del Pistacchio di Bronte arriva il 9 giugno 2009, quando l’Unione Europea pubblica il disciplinare che conferisce la Denominazione di Origine Protetta.

Da allora, il nome ufficiale e riconosciuto è “Pistacchio Verde di Bronte DOP”: proprio quello che questo mese ti proponiamo con le nostre esclusive ricette originali.

Panna Cotta con Pistacchio Verde di Bronte DOP

6. La raccolta

A Bronte la raccolta del Pistacchio è rigorosamente manuale e si effettua ogni due anni, tra la fine di agosto e gli inizi di settembre (la più recente è stata pochi mesi fa, nel 2017). La tradizione contadina prevede infatti che la pianti riposi un anno, per assorbire dal terreno lavico le sostanze che rendono unico e inconfondibile il sapore dei frutti.   

Ogni due anni, quindi, vengono raccolti più di 30 mila quintali di Pistacchi (circa 16 mila quintali di prodotto sgusciato): l’80% viene esportato, mentre il restante 20% è destinato al mercato nazionale.

La produzione di Pistacchio brontese copre solo l’1% dell’intera produzione mondiale: è quindi sempre più importante garantire l’autenticità del prodotto DOP, per evitare frodi e imitazioni.

7. Di forme, colori e sapori

Il Pistacchio Verde di Bronte DOP ha alcune caratteristiche che aiutano a riconoscerlo tra le varietà di Pistacchio.

A partire dalla forma allungata, come un chicco appuntito (se ti propongono un Pistacchio tondeggiante, non viene sicuramente da Bronte).

Un altro elemento è il colore: la buccia tendente al violaceo e l’interno dal tipico verde smeraldo (anche qui, attenzione: il Pistacchio brontese non è mai giallo!).

E, infine, il gusto: dolce, delicato, aromatico. Proprio per questo il Pistacchio di Bronte non viene salato: l’aroma dolce è talmente persistente che non necessita di salatura.

Ora che puoi riconoscere il vero Pistacchio Verde di Bronte DOP (anche a occhi chiusi), è proprio tempo di venire a provarlo nel tuo Obicà preferito: prenota subito!

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